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Tradimento: ecco perché le prove social non bastano

Quello del tradimento è un concetto che nello scorrere delle epoche ha subito molteplici cambiamenti, sia per come viene percepito e sia a livello legislativo.

Nella nostra epoca, quella del digitale, il tradimento ha assunto un notevole numero di nuove forme che, di persona in persona, possono essere considerate come più o meno gravi.

Per alcuni soggetti un messaggino “piccante” mandato ad un’amico/a è considerato giocoso ed innocente, per altri invece può essere sintomatico di una problematica più grave.

L’alto livello di soggettività in quest’ambito crea sicuramente confusione e fa sorgere molti dubbi a riguardo. Cerchiamo quindi di rispondere alle domande più comuni.

LO SAPEVI CHEla Cassazione ha stabilito che scattare foto di nascosto è reato. Scattare foto di nascosto con il cellulare, o riprendere in un video qualcuno senza il suo consenso è legalmente punibile.

Con i social network si tradisce di più?

I social network, per definizione, hanno l’obiettivo di estendere la nostra rete di conoscenze ad individui altrimenti difficilmente raggiungibili, e ci danno la possibilità di mantenerci in contatto con altre persone in maniera facile e rapida.

Per questo motivo, l’attività su un social network come ad esempio Facebook, può  essere ritenuto un fattore che contribuisce ad aumentare le situazioni ad alto rischio di tradimento,  in quanto fornisce accesso ad una quantità pressoché infinita di contatti, con le quali è possibile iniziare una conversazione virtuale con discrezione ed in qualsiasi momento.

L’attenzione però, non andrebbe posta sul fatto che i social network possano risultare una fonte di tradimento, ma piuttosto sul fatto che l’uso intensivo, potrebbe essere interpretato come un’alternativa alla comunicazione lacunosa con il proprio compagno di vita.

Il social, in alcuni casi, diviene un modo per fuggire dalla propria realtà e magari rifugiarsi in una vita secondaria. In questo modo si evita il confronto con il proprio compagno di vita, si aggirano gli eventuali problemi e soprattutto la responsabilità di risolverli.

Infatti, grazie ai nostri oltre 15 anni di esperienza nel settore investigativo privato,  sappiamo bene come un tradimento “social” rappresenti spesso e volentieri soltanto l’anticamera di situazioni ben più reali, o perché il digitale viene usato semplicemente come ponte per un rapporto fisico o anche solo per il fatto che l’utilizzare i social in un determinato modo, possa essere indicativo di una predisposizione all’infedeltà.

Tradire sui social è come tradire nella vita reale?

E’ importante ribadire nuovamente il concetto che il “sentirsi traditi” può essere un sentimento molto soggettivo e questo può dipendere da fattori non solo temporali e culturali, ma anche e soprattutto personali.

Ognuno di noi instaura un rapporto di fiducia con il proprio partner in maniera del tutto unica dando particolare importanza ad elementi che per noi sono particolarmente importanti ma che magari per altri lo sono meno.

Un recente sondaggio dimostrerebbe come un rapporto extraconiugale portato avanti solo ed esclusivamente sulla rete, faccia generalmente sentire meno in colpa chi compie il gesto d’infedeltà, anche se spesso e volentieri il coinvolgimento emotivo versato in questo atto rimane comunque molto alto.

Il fatto che non esista un reale contatto fisico o non si consumi il tradimento in maniera carnale renderebbe quest’ultimo meno grave agli occhi di chi lo compie, ma spesso si ignora il fatto che esso possa comunque costituire un evento particolarmente doloroso per chi lo subisce.

Proprio per questo motivo, la Corte di Cassazione, ha deciso che un tradimento digitale, in determinati casi, potrebbe comunque giustificare una richiesta di separazione per violazione dei doveri coniugali e di fedeltà reciproca, disciplinati dal codice civile.

Prove prese dai social possono essere utilizzate in tribunale?

Attualmente questa domanda risulta essere di difficile risposta poiché le cosiddette “prove social”, come ad esempio schermate di conversazioni su WhatsApp o foto prese da altri tipi di social network, in giudizio assumo la forma di quelle che vengono chiamate “riproduzioni meccaniche” che hanno valore solo se non contestate dalla controparte.

Per di più i giudici, a loro discrezione, potrebbero ritenere queste prove, non sufficienti a dimostrare un atto di infedeltà, ma considerarle come semplici elementi dal valore indiziario, che possono sì aiutare a stabilire un quadro generale della situazione, ma che da soli non bastano.

Inoltre, in alcuni casi queste prove potrebbero anche essere scartate a priori, nel caso esse vengano prodotte tramite una violazione della privacy del soggetto imputato, in quanto secondo la Costituzione, le comunicazioni personali sono coperte dalla segretezza.

Cosa fare dunque se pensate che il vostro coniuge vi stia tradendo?

La Giuseppe Castrucci Investigazioni, attraverso esperienza, competenza e discrezione sarà in grado di dissipare qualsiasi tipo di dubbio possa essersi instillato nella tua mente a causa di comportamenti sospetti del tuo coniuge, e nel caso ci siano i presupposti per un reato di infedeltà coniugale, saremo in grado di svolgere un’attività investigativa ufficiale che possa portare a prove chiare, legali ed inequivocabili.

Per qualsiasi dubbio o interrogativo, non esitare a contattarci.

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