Spiare in Auto Non è Reato

Per un investigatore, spiare in auto non è reato, lo stabilisce la Corte di Cassazione.

La Suprema Corte ha confermato il proscioglimento di 22 persone, tra investigatori privati e clienti (partner traditi), dall’accusa di aver spiato il coniuge infedele con apparecchi appositi.

In macchina, appunto, non esiste riservatezza o tutela della privacy. E’ la conclusione della Corte di Cassazione, affermando che esistono leggi che tutelano le conversazioni telefoniche, telegrafiche, telematiche e informatiche ma nulla che possa difendere un dialogo all’interno della propria macchina.

Di conseguenza, 

“Nessuna norma incriminatrice tutela la riservatezza delle persone che si trovano in autovettura privata sulla pubblica via”: le norme sulla privacy funzionano solo per le abitazioni e per quelle conversazioni realizzate con telefonini ecc, per una comunicazione a distanza. Dunque chi spia o fa spiare qualcuno nella macchina altrui non commette alcuna interferenza illecita nella vita privata.

Solo per una signora continua a rimanere aperto il processo: La donna, già separata dal marito, non ha rinunciato a farlo controllare in macchina anche quando è diventato il suo ex. Lei però, a differenza degli altri indagati, non si era limitata a fargli mettere il Gps in auto: all’uomo, all’oscuro di tutto, aveva anche regalato una radiosveglia con un microchip per spiarlo nella camera da letto della casa dove si era trasferito dopo la separazione. Questo è vietato dalla legge.

CAMPI DI APPLICAZIONE DELLE INVESTIGAZIONI PRIVATE

  • Analisi paternità
  • Accertamenti su tutti gli illeciti civili e i reati penali
  • Accertamenti su furti
  • Accertamenti su atti vandalici
  • Verifica violazione della privacy
  • Sorveglianza occultata, anche elettronica
  • Recupero SMS, foto, email, numeri da cellulari, hard disk e altri dispositivi

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