Detective privato Teramo
Da: http://www.studiolandicarloni.it/le-domande-piu-frequenti/casa-coniugale/
Casa Coniugale |
1. A chi andrà la casa coniugale?
L’art. 155 c.c. stabilisce che “la casa viene assegnata tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli“. Quindi la casa verrà assegnata al coniuge collocatario, ossia quello con cui andranno a vivere stabilmente i figli sia che siano minorenni, sia che siano maggiorenni ma non indipendenti economicamente.
2. Chi pagherà le rate del mutuo della casa coniugale?
Il pagamento del mutuo dipende dall’intestazione del medesimo, se è cointestato continueranno a pagare entrambi i coniugi, salvo eventuali diversi accorsi da formalizzare in sede di separazione. Se è intestato ad uno solo dei coniugi, continuerà l’intestatario a pagarlo sempre salvo diverso accordo raggiunto dai coniugi. Il versamento della rata del mutuo da parte del genitore non collocatario viene considerata una forma di partecipazione alle spese per il mantenimento dei figli.
3. Chi pagherà le spese condominiali?
Le spese correlate all’uso dell’immobile comprese quelle condominiali sono a carico del coniuge assegnatario.
4. A chi resta la casa coniugale in affitto?
La casa resterà al coniuge con il quale andranno a vivere i figli, ovvero il coniuge collocatario che succederà nel contratto di affitto nel caso in cui sia intestato all’altro genitore.
5. A chi resta la casa coniugale data in comodato d’uso?
L’immobile, che generalmente viene concesso in uso gratuito dai genitori di uno dei coniugi, resterà al coniuge con il quale vivranno i figli, anche se l’assegnatario originale fosse l’altro genitore. Qualora il comodato non avesse un termine stabilito dall’inizio, il comodante deve consentire al genitore affidatario di rimanere nella casa, a meno che non sopravvenga una situazione urgente giustificativa della richiesta di restituzione dell’immobile.
6. Come si può far valere l’assegnazione della casa coniugale?
Il provvedimento giudiziale di assegnazione della casa familiare al coniuge affidatario, avendo per definizione data certa, è opponibile, anche se non trascritto, al terzo acquirente in data successiva all’assegnazione per nove anni (dalla data dell’assegnazione), o oltre i nove anni nel caso in cui il titolo sia stato trascritto.
7. Viene considerata l’assegnazione all’altro genitore della casa nella quantificazione dell’ assegno di mantenimento?
L’assegnazione della casa di proprietà esclusiva dell’altro genitore o in comproprietà influisce sulla quantificazione dell’assegno di mantenimento per il coniuge e per i figli.
Detta diminuzione di reddito per il coniuge proprietario esclusivo o comproprietario viene calcolata come partecipazione alle spese del mantenimento dei figli o del coniuge (generalmente si considera un valore pari a quanto avrebbe reso l’affitto dell’immobile).
8. A chi resta la casa coniugale in comproprietà se non si hanno figli?
L’assegnazione della casa non rientra nelle domande proponibili al giudice della separazione in mancanza di figli. Se i coniugi sono comproprietari, la casa sarà soggetta alle norme sulle comunione. I coniugi potranno decidere di venderla e dividere il ricavato o uno dei coniugi potrà acquistare dall’altro il 50%.
9. A chi resta la casa coniugale in comproprietà gravata da un mutuo se non si hanno figli?
L’assegnazione della casa non rientra nelle domande proponibili al giudice della separazione in mancanza di figli, ma sarà soggetta alle norme sulle comunione, quindi il coniuge che vorrà acquistarla sarà tenuto a restituire all’altro la quota di mutuo già versata e estrometterlo dal contratto di mutuo. Qualora i coniugi decidessero di venderla, andranno poi a dividerne il ricavato estinguendo il mutuo o facendo accollare il mutuo residuo al nuovo proprietario.
10. A chi resta la casa coniugale in affitto o in comodato se non si hanno figli?
Se la casa é in affitto rimarrà a chi é l’intestatario del contratto di affitto o a chi è stata data in comodato gratuito.









